Protocollo Vaccini in Azienda


A valle del DM 12 marzo 2021 è stato diramato il Piano del Commissario straordinario per l’esecuzione della campagna vaccinale nazionale: il documento prevede la capillarizzazione della somministrazione, ad esempio impiegando i medici competenti dei siti produttivi e della grande distribuzione.

Confindustria ha manifestato pubblicamente la disponibilità delle aziende a fornire spazi per l’esecuzione della vaccinazione e ha raccolto la disponibilità di 7.500 aziende.

Il Governo ha ritenuto opportuno distinguere il ricorso agli spazi messi a disposizione dalle imprese (affidandoli alle valutazioni di ordine logistico del Commissario per l’emergenza) dalla partecipazione delle aziende allo sforzo complessivo per la vaccinazione attraverso la somministrazione diretta del vaccino, regolata da un apposito Protocollo.

Condiviso il 6 aprile 2021, il Protocollo è dunque finalizzato a supportare la rapida realizzazione del Piano vaccinale anti SARS-CoV-2/Covid-19, coordinato dal Commissario Straordinario: la diffusione dei vaccini su tutto il territorio nazionale assume infatti un ruolo determinante anche per la ripresa delle attività sociali e lavorative in piena sicurezza.

Sul versante organizzativo il Ministero della salute e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, d’intesa con la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, con il Commissario Straordinario e con il contributo tecnico-scientifico dell’Inail, hanno adottato Indicazioni ad interim per la vaccinazione anti-SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro da applicare sull’intero territorio nazionale per la costituzione, l’allestimento e la gestione dei punti vaccinali straordinari e temporanei nei luoghi di lavoro.

Il documento contenente le Indicazioni ad interim costituisce allegato del Protocollo.

Tanto il Piano vaccinale del 12 marzo 2021 quanto le Indicazioni ad interim, riferendosi al rispetto delle priorità per le categorie maggiormente a rischio (per età, patologie o mansioni lavorative), evidenziano che la vaccinazione in azienda potrà essere eseguita indipendentemente dall’età dei lavoratori, a condizione che ci sia disponibilità di vaccini.
Ne consegue che l’effettiva operatività del Protocollo scatterà quando saranno assicurate dosi vaccinali in quantità sufficiente per la vaccinazione della popolazione.